Patto
‘
E tu,
raccolto,
fiore del tramonto
alla sera che viene, chini,
tutt’ascoso
nel tuo volto.
‘
Non c’è
nel tuo stelo rattrappito
alcun’ombra di rammarico?
‘
Com’è
che il giorno ch’è finito,
fra petali e pistillo sbarrato
dimentica, incredibile sbadato,
un raggio di sé,
che il ritorno dell’alba promette?
‘
Qual patto arcano ti sorregge ancora
qual sigillo d’antica mano, culla,
il sonno placido e solingo?
‘
In tè,
certo,
l’inviolabile s’impiglia,
e in quelli
che più
ti somigliano.
‘
Marco Rossi della Mirandola (14/12/81).

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