L’uomo, l’uomo inteso come mera potenzialità, è un’idea limite, un virtuale archetipo, una regolare figura geometrica […].
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L’uomo in carne ed ossa, esperito e documentato, è tutt’uno con la sua “veste”. Non si ha notizia di un solo uomo che non sia portatore di una qualche veste, fisica o culturale; fatta eccezione della biblica figura di Adamo (l’Adamo precedente il Peccato).
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Sorvolando sulla vera natura di Adamo, preso per vero che sia esistito realmente come singolo individuo e non sia una narrazione mitologica, preme rilevare che la sua nudità non sta nell’avere un corpo nudo, ma nell’avere un corpo inconoscibile.
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Adamo si scopre nudo dopo aver mangiato il frutto dell’Albero della conoscenza. Prima del gesto trasgressivo il suo corpo era a lui stesso ignoto. Il corpo che Adamo conoscerà, dopo il Peccato – il Peccato Originale che gli conferirà la conoscenza – non sarà il suo nudo corpo immortale e inconoscibile ma la sua conoscibilità.
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La sua conoscibilità, la sua costruzione concettuale, la sua carta topografica mentale, il suo codice, la sua “carne”:1 spoglia caduca e mortale.
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Il vero problema non va identificato nella presunta opposizione dualistica fra corpo e anima, o fra spirito e materia, riguarda piuttosto la “costruzione” della “carne” sul corpo: la cultura sulla realtà. La cultura sulla realtà, il codice sulla vita, il nome sul referente, l’acquisito sull’immediato: la “carne” è demonica, è ethos;2 il corpo è angelico,3 è vita!
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Prima del Peccato Adamo non è nudista, è inconsapevolmente nudo, nulla sa della sua nudità e non ne fa un’ideologia. In generale il nudismo è un’ideologia. Esempio ne è l’antico nudismo predicato dagli Adamiti.4
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Quella dei nudisti è una forzatura ideologica, una nefanda ideologia, come tutte le ideologie. Il nudo di un nudista non è la pura immediata nudità, non è l’immortale e inconoscibile nudità della vita; è invece una maschera culturale, una veste mentale, una spoglia mortale.
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Quante femmine, per intenderci, pavoneggiano, s’agghindano di gran fascino, esperte magistrali della più raffinata delle arti sartoriali, proprio nel momento clou del più ardente degli strip. Ma questo è anche un altro discorso…
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Note:
1) “Le aspirazioni della carne sono nemiche di Dio, perché non stanno sottomesse alla sua Legge” Rm 8,7.
2) “Ethos antropoi daimon /Il dèmone per l’uomo è il suo carattere morale/” Eraclito: DK22 B119.
3) “L’Apparire è un’iride ferma” E. Severino, La struttura originaria, Milano: Adelphi 1981, pag. 92. “Iride” richiama la figura mitologica Iris, l’Angelo Arcobaleno, essa allude anche a eidos (immagine, fenomeno visibile, apparire: quale è l’arcobaleno), sull’argomento vedi Kerenyi.
4) Le medievali sette cristiane degli Adamiti predicavano il ritorno alla primitiva condizione di vita di Adamo, compresa la sua integrale nudità.
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Marco Rossi della Mirandola (08/03/26).
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Brano tratto da Il Padano, Editore Gruppo Albatros Il Filo; Roma, 2022; pag. 199.

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