“Padre, se tu vuoi, allontana da me questo calice! Però non la mia volontà, ma la tua sia fatta” Lu 22:42
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Talvolta si sente dire: “Non posso credere che le cose accadano per destino, fissate ab eterno da una sorda rigida necessità, che non guarda in faccia a nessuno.
Una visione come questa toglie significato all’esistenza. Cosa ci starei a fare io in un mondo siffatto, la mia presenza risulterebbe del tutto superflua, insignificante proprio”.
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Chiaro che una tale obiezione non è ancora del tutto emancipata da una concezione dualistica della realtà: da una parte gli accadimenti “esterni”, che sarebbero oggettivi, indissolubilmente legati ad un rigido destino; dall’altra la vita “interiore”, fluente, del soggetto, che alcuna incidenza può esercitare su un esterno a tal punto irrigidito: di fatto impotente, come l’onda contro lo scoglio.
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Colui che invece fosse del tutto liberato dalla morsa del dualismo, non istituirebbe un simile sdoppiamento della realtà: la parte esterna, oggettiva (conforme al destino) e quella della decisionale libera soggettività interiore. Contemplerebbe invece un’unica dimensione del reale: quella principiata dall’Apparire, unico Portale di conoscenza, di stampo fenomenologico.
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L’intera complessitudine di tutto ciò che m’appare, interiore o esteriore, come lo si voglia interpretare, nella misura in cui appare, sopraggiunge in ragione dello stesso medesimo Destino.
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Anche lo scetticismo del fatalista, risulterebbe un essente che appare – al fatalista – per necessaria destinazione. Il fatalista: colui che ancora non s’è liberato dalla comune infatuazione dualistica (tradizionale metafisica, di foggia nichilista).
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Pensiamo, ora, all’antichissima dottrina astrologica. Cosa c’è di più esaltante del sentirsi in armonica unione con gli astri, confrontarsi confondersi con gli accadimenti del cosmo fisico, danzare al passo delle stelle. Sentire il cuore pulsare all’unisono con i moti del cielo…
Quindi pensiamo – nel limite del possibile – quanto più esaltante ancora debba essere il vedersi tutt’Uno con l’Ordinamento Universale, il Destino del Tutto: della totalità del mondo “esterno” e “interno”; essere i Titolari del Mistero degli astri e del cuore, insieme: Nocchieri eidetici, Ontonauti delVascello Universo.
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Il Vascello Universo
L’integrale complessitudine
di tutto ciò che m’appare
è come la mia valigia di viaggio;
per meglio dire: il mio Vascello.
Le pareti del mio Vascello
son trapunte di stelle…
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Gli ONTONAUTI
NOCCHIERI EIDETICI
DEL VASCELLO UNIVERSO
SI ATTENDE
IL DILEGUARSI DELLE NUVOLE
LO SPALANCARSI DELLA MENTE.
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ARCANI ARUSPICI ONTONAUTI
INTENTI A SCRUTARE
LE ERMETICHE ROTTE
DEL DESTINO.
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Marco Rossi della mirandola (02/03/26).
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Vedi il l’Articolo “Destino = fato?” 20/09/24; e il l’Articolo “Il Vascello Universo” 20/01/24 – Tag “Eternalismo”.

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