Qualia non-quaglia

Composizione grafica con immagine di Federico Faggin.

Non è una contraddizione, e non solo per ragioni morfologiche.

Provo il massimo rispetto per l’inventore Federico Faggin, sono stato un tecnico elettronico e ho conosciuto molto da vicino, concretamente l’uso delle CPU da lui inventate nei ruggenti anni ’70. Specie lo Z80, la prima vera CPU a 8 bit, una pietra migliare nella storia dei PC.

Tuttavia sono del parere che gli argomenti della mente e della coscienza umana siano di pertinenza della filosofia (della metafisica), non della scienza moderna (della fisica).

Per quanto Faggin si sforzi di emanciparsi dal materialismo, la sua non può che essere una fatica inutile, impossibile. Questo, fino a quando continuerà ad agitarsi nelle acque della scienza, delle ipotesi in attesa di smentita e delle teorie scientifiche (impossibilitate – per definizione – ad avere un fondamento di necessità e di verità incontrovertibile).

Per quanto le ricerche di Faggin siano estremamente affascinanti e promettenti (relativamente all’ambito scientifico), sono del parere che la coscienza non la puoi cercare fuori di te, nella dimensione esterna spazio-temporale. Per quanto la fisica quantistica si differenzi da quella classica, resta pur sempre un mondo esterno, un mondo da indagare con strumenti tecnologici, macchine sempre più complesse, che non possono far altro che snaturare la semplicità della vita.

Chiamiamo materia il mondo sensibile, ciò che appare alla mente consapevole, ciò che è contenuto nella nostra coscienza. Si tratta di concetti, oggetti di pensiero, la loro sostanza non può che essere quella stessa del pensiero, della mente. Non v’è opposizione dualistica fra mente e materia (critica al Faggin fisico/spiritualista), piuttosto: in quanto appare alla coscienza, il mondo materiale è un contenuto della coscienza.

Ciò che viene a trovarsi oltre i confini della conoscenza consapevole, non è certo nulla, sarà semplicemente il non conosciuto, l’ignoto, il Mistero.

Penso che il mondo di Faggin sia un “luogo” aperto dalla tecnologia, un vero e proprio prodotto tecnologico: non può che snaturare la diretta coscienza umana. È come se Faggin volesse spiegare le gioie e i dolori della vita, facendo una approfondita sofisticata analisi microscopica di un cadavere…

Note:

1) “I qualia si riferiscono a ciò che proviamo quando una sensazione o un sentimento emerge nella nostra coscienza.

Si noti che la natura del sentimento è completamente diversa dalla natura degli eventi fisici. Un evento fisico avviene nello spazio-tempo ed è accessibile da fuori tramite i nostri sensi e i nostri strumenti fisici. Ciò produce un’attività cerebrale simile in tutti gli osservatori della stessa specie. Un sentimento è invece un’esperienza privata, vissuta in prima persona, accessibile solo da dentro dal proprietario della coscienza. E l’interiorità di cui parlo non è una dimensione fisica.” Federico Faggin (Irriducibile – Mondadori, 2023, pag. 147).

Marco Rossi della Mirandola (14/04/26).

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